Giornata mondiale contro l’omobitransfobia

Giornata mondiale contro l’omobitransfobia. In Italia 50 richieste d’aiuto ogni giorno. Crescono minacce e discriminazioni sul lavoro

Giornata mondiale contro l’omobitransfobia

La Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia ricorda il 17 maggio 1990, quando l’Oms rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Un appuntamento che quest’anno ha ancora più risalto perché cade nel pieno della discussione riguardante il ddl Zan.
Alle 15 sulla pagine Facebook del Fatto Quotidiano la diretta con Porpora Marcasciano (Mit) e Franco Grillini (Arcigay)

Circa 50 richieste d’aiuto al giorno, fra chat e telefonate.
In media 20mila all’anno. Per il 60% provengono da giovani in età fra i 13 e i 27 anni.
Sempre fra i giovani, uno su due ha subito moderati o gravi problemi in famiglia in seguito al proprio coming out.

La percentuale sale al 70% se si tratta di rivelare l’identità di genere. Il 36% dei minorenni è stato represso: reclusione all’interno delle mura domestiche, tentativi di conversione, violenza verbale e fisica.

Il 17% dei maggiorenni ha invece perso sostegno economico da parte della famiglia.
Sono i dati raccolti da GayHelpLine.it, il contact center nazionale antiomofobia e antitransfobia per persone gay, lesbiche, bisex e trans gestito dal Gay Center.

Nell’anno della pandemia sono cresciute inoltre le minacce ricevute (dall’11% al 28%) e le discriminazioni sul lavoro (dal 3 al 15%),
contribuendo ad alimentare il fenomeno dell’under reporting, cioè la rinuncia a denunciare.
Fra i ragazzi che hanno contattato il centro, il 30% ha affermato di aver subito attacchi di cyberbullismo.

Giornata mondiale contro l’omobitransfobia Mattarella

Mattarella, rifiuto assoluto di ogni forma di intolleranza
‘Riaffermare la centralità dell’uguaglianza sancita dalla Costituzione’

“La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque,
per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione.

“Le attitudini personali e l’orientamento sessuale – afferma il presidente della Repubblica – non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica.

La società viene arricchita dal contributo delle diversità.
Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili”.
“La ferita inferta alla singola persona – sostiene Mattarella – offende la libertà di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società.
Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza”.

Il segretario Pd Enrico Letta su twitter.
“Celebriamo la Giornata Internazionale contro omofobia, bisobia, transfobia con un impegno concreto: approvare subito il ddl Zan. Il Senato deve fare in queste settimane un gesto concreto per i diritti approvando la proposta del Pd”.

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