Michele Santoro contro tutti

Michele Santoro contro tutti,” in tv solo conformismo”. Conduttore a 8/mezzo attacca Rai, da M5s mi aspettavo di più

Michele Santoro

E’ un Michele Santoro a tutto campo, combattivo nel muovere critiche alla gestione della pandemia e ai media, al Pd e ai M5s quello che è stato protagonista nella puntata di stasera a Otto e mezzo, ospite di Lilli Gruber su La7.

E’ il ritorno sul piccolo schermo del giornalista, dopo poco più di due anni di assenza, per presentare il suo ultimo libro ‘Nient’altro che la verità’ al quale mercoledì Enrico Mentana dedicherà uno speciale.

Stiamo per costruire: “un grande ponte verso il futuro con 248 miliardi di euro ma qui a Roma non riusciamo a cremare i morti.
In Calabria non si riesce a fare un piano vaccinale degno di questo nome.”

“Quando il ministro della sanità deciderà di andare là e di non muoversi finché non funzionano le cose? Lo Stato che aspetta?”.

In Italia invece: “andiamo avanti con i generali che vanno a vaccinare come se andassero sul fronte in Afghanistan.
A chi fanno la guerra? alla ‘Ndrangheta? Ma quella è già nella farmacologia, nella finanza”,
e “già gestisce dei punti privati della sanità con grandi livelli di efficienza”
.

Poi, aggiunge, rivolgendosi al Ministro della Sanità:
“Vai in Calabria fai appello alla parte migliore del territorio e insieme a loro rimetti a posto la sanità e i conti”.

Tra i bersagli di Santoro anche i media:
“E’ un anno e mezzo che vedo tutte le edizioni dei telegiornali e ci sono solo persone che non hanno niente da dire sulla politica dei vaccini.
Nel paese c’è un’area di dissenso molto ampia che assolutamente non viene rappresentata.
La televisione è ridotta a comunicazione, non è un luogo di dibattito tra punti di vista differenti”
.

C’è spazio anche per un minimo di nostalgia quando Lilli Gruber gli chiede se gli manca la televisione:
“è ovvio che mi manca, è il mio lavoro, e io mi sento ancora capace di fornire qualche contributo.
Ma evidentemente un personaggio come sono io, in una situazione dove il conformismo si estende ovunque come una cortina di fumo, è un po’ difficile”
.
Comunque – “non mi sento un reduce, delle cose le avrei da dire anche oggi”.
Duro con i 5 stelle: “Mi sarei aspettato che l’era dei 5 Stelle portasse una trasgressione violenta nella RAI, invece mi sembra che si siano accomodati alle proprie poltrone, piuttosto che riformare il servizio pubblico – ha spiegato -.
Avrei visto bene Travaglio direttore del TG1, perché così si fanno le rivoluzioni”
.

Michele Santoro contro tutti,” in tv solo conformismo”

Durissimo con l’informazione della RAI “quando c’ero io, era di gran lunga la più forte sul piano dell’approfondimento.
Andavamo in onda io, Gad Lerner, Minoli e Bruno Vespa in seconda serata e facevamo il 70% di share della serata
– ricorda – “Hanno smantellato tutto e adesso fanno programmi che fanno l’1% e nemmeno si pongono più il problema”.

Ma scettico anche sulle scelte del nuovo governo:
“Ora vedremo cosa farà Draghi sulla Rai… sento parlare del ritorno di Masi…. se succedesse io e Vauro siamo pronti a incantarci ai cancelli di Viale Mazzini”.

Su richiesta di Lilli Gruber, Santoro commenta anche il video di Grillo per il figlio:
“Sono fuori discussione sia le cazzate che ha detto lui sia il suo dolore. Io però voglio capire perché questi ragazzi sono stati sentiti un mese dopo la denuncia della ragazza” – commenta – “Mi risulta che questi ragazzi si sono presentati al primo interrogatorio già con gli avvocati e una versione stabilita. spero non sia vero”.
Quanto al partito, “ora è Conte che deve fare il leader dei M5s, Grillo fa il padre, il leader o il comico?
Dobbiamo aspettare che giacca intende indossare?
“.

Per il giornalista il M5s non ha mantenuto la promessa di rivoluzionare l’esistente, ma si può dire anche al Pd, “perché hanno fatto andare avanti in più incompetenti? “.

Santoro dice la sua anche su Enrico Letta e Draghi:
“Letta è una brava persona ma fatico a vedere in lui Enrico Berlinguer come fanno molti miei colleghi, aspetto di vedere che idea esprime.
Anche Draghi è una grande risorsa di questo paese, ma io non sono d’accordo con una visione capitalistica della società italiana”
.

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