Grave incendio del data center Ovh

Non esiste al momento una stima dei siti web e dei portali colpiti dall’incendio del data center Ovh. Un pezzo di internet è andato a fuoco.

Incendio del data center Ovh
Incendio del data center Ovh

Un incendio nel data center di Strasburgo di Ovh, la società francese leader nel cloud con oltre 1,5 milioni di clienti nel mondo,
ha messo offline decine di migliaia di pagine web.

E ora può configurarsi una violazione del Gdpr europeo.

Un grave incendio scoppiato nella notte tra il 9 e il 10 marzo ha colpito il campus di Strasburgo di Ovh, tra i principali fornitori europei di infrastrutture cloud,
causando importanti disagi a chiunque dipenda dall’azienda per i suoi servizi in rete.

L’imponente intervento dei vigili del fuoco francesi ha permesso di contenere i danni e attualmente non sembra vi siano vittime, anche se
“non è stato possibile controllare le fiamme in Sbg2”, uno dei data center ospitati nel campus, ha twittato il fondatore di Ovh, Octave Klaba.

Siti web e dei portali colpiti dall’incendio del data center Ovh

“L’intero sito è stato isolato e questo impatta su tutti i servizi (ospitati da) Sgb1-4”, ha proseguito Klaba.
“Raccomandiamo (ai clienti) di attivare il vostro piano per il ripristino di emergenza”.

Anche il data center Sgb1 è stato parzialmente distrutto dalle fiamme.
Con Ovh attualmente ferma, potrebbero essere decine di migliaia le pagine web non direttamente raggiungibili.

Cruciale nel mondo del cloud, l’azienda ospita nei propri data center gli applicativi di oltre 1.5 milioni di clienti, si legge sul sito ufficiale.
Con sede a Roubaix, in Francia, Ovh possiede 32 data center in 19 paesi e dichiara una crescita annua del 20%, con 500 milioni di euro di profitti.

Nel 2016 il gruppo ha incamerato un investimento di 250 milioni dai fondi Kkr e TowerBrook Capital Partners, ed è di pochi giorni fa la notizia che ha attivato
le procedure per un potenziale ingresso sulla borsa di Parigi.

Sgb1, Sgb3 e Sgb4 non verranno riattivati oggi

Tuttavia, a destare preoccupazione è anche l’apparente assenza di una ridondanza –ovvero una progettazione dell’architettura dei server che ne replica
il contenuto garantendo la continua erogazione di un servizio anche se un impianto diventa inaccessibile –
dei sistemi colpiti dall’incendio, con alcuni siti ospitati dall’azienda che a 7 ore dall’incendio sono ancora irraggiungibili.

“Non abbiamo accesso al sito e per questo i Sgb1, Sgb3 e Sgb4 non verranno riattivati oggi”, ha commentato lo stesso Klaba su Twitter.

Un esperto del settore, che ha parlato con Wired in via riservata, ha commentato:
“Un incendio può capitare, ma se si espande ad altri tre data center è evidente che c’è un problema di progettazione dell’intera struttura”.

“404 – Fichier ou répertoire introuvable”, pagina non trovata: non esiste al momento una stima dei siti web e dei portali colpiti dall’incendio del data center Ovh,
tuttavia, diversi blog, organizzazioni e aziende stanno usando i social network per segnalare l’inaccessibilità delle proprie pagine.

Colpito il sito del Centre Pompidou

Tra queste anche il sito del Centre Pompidou, tra i più famosi musei d’arte al mondo, e quello di VeraCrypt, applicativo open source che permette di cifrare
in modo estremamente sicuro i propri dati.

“Tutti i server in Sgb3 sono ok. Sono spenti ma non impattati”, ha annunciato alle 11:14 l’amministratore delegato di Ovh, che in mattinata ha potuto iniziare
i sopralluoghi del campus.

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