5 segreti nascosti in quadri famosi

I quadri possono racchiudere un universo di significati, ecco a voi i 5 segreti nascosti nei quadri più famosi del mondo


Come insegnano le antologie d’arte, esistono alcuni casi in cui bisogna andare oltre la semplice osservazione e indagare quali messaggi abbiano voluto lasciar volutamente nascosti gli artisti.
Abbiamo selezionato cinque casi per te.

Gioconda, Leonardo da Vinci

5 segreti nascosti in quadri
Gioconda, Leonardo da Vinci, 1503-1506

Identità, bocca, sfondo.
La Gioconda non è solo il quadro più enigmatico di Leonardo da Vinci, ma probabilmente di tutta la storia dell’arte.
In questo caso vogliamo parlare di alcuni dettagli che con un’osservazione più attenta possono essere carpiti.
Si tratta di ciò che è stato aggiunto negli occhi del soggetto dallo stesso Leonardo:
Nell’occhio destro di Monna Lisa sembra di scorgere le lettere “LV”, che plausibilmente è un acronimo del suo nome.
Mentre nell’occhio sinistro un 149, che potrebbe significare qualcosa d’importante per l’artista o la datazione ufficiale dell’opera.
Il dipinto ha quasi 500 anni di età.


Creazione di Adamo, Michelangelo Buonarroti

5 segreti nascosti in quadri
Creazione di Adamo, Michelangelo Buonarroti, 1511

Michelangelo era un appassionato di anatomia.
La parte del corpo che però lo incuriosiva maggiormente era il cervello.
In questo quadro, se presti attenzione, puoi notare che “il velo” che avvolge Dio e gli angeli ha proprio la forma dell’organo della ragione.
È un fatto piuttosto curioso, soprattutto perché l’associazione Dio-ragione è stata nuovamente riproposta da Buonarroti in un dettaglio della Cappella Sistina.

5 segreti nascosti in quadri famosi

Sono tanti i misteri che avvolgono famosi dipinti, dalla “Gioconda” di Leonardo da Vinci, alla “Cena in Emmaus” di Caravaggio, da Bruegel a Michelangelo.


I proverbi fiamminghi, Pieter Bruegel il Vecchio

5 segreti nascosti in quadri
I proverbi fiamminghi, Pieter Bruegel il Vecchio, 1559

Questo è un dipinto a olio su tavola (117×163 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1559 e conservato nella Gemäldegalerie di Berlino.
È firmato in basso a destra “BRVEGEL 1559”.

Tra i dipinti più divertenti da decifrare, c’è l’opera “I proverbi fiamminghi”.
In questo caso non si tratta di scoprire un messaggio nascosto, ma di individuare quanti detti abbia rappresentato Pieter Bruegel.
Scandagliando l’opera dell’artista olandese si possono individuare infatti 118 scene che rappresentano modi di dire diversi dei proverbi Fiamminghi.
Riesci a individuare i detti “sbattere la testa contro il muro”, “andare con la lanterna”, “mettere un bastone tra le ruote”?


Cena in Emmaus, Caravaggio

Cena in Emmaus, Caravaggio, 1601-1602

Il quadro di Caravaggio rappresenta una scena del Vangelo:
l’apparizione di Gesù a due apostoli nella via di Emmaus.
Osservando meglio il dipinto, però, si nota un’ombra anomala, che dai contorni sembra appartenere a un pesce e non a della frutta.
Per capire che cosa significhi, bisogna riprendere la simbologia cristiana:
il simbolo di un pesce stilizzato era usato dai cristiani per sancire l’appartenenza al credo senza destare sospetti,
durante le persecuzioni compiute dai romani.


Ritratto di Mozart bambino, anonimo

Ritratto di Mozart bambino, anonimo, 1763

Questo non è certamente uno dei ritratti più noti di Mozart, ma può essere molto indicativo delle “simpatie” politiche del compositore austriaco.
Si sa che il dipinto venne realizzato quando Mozart era cresciuto, ma non è certa la paternità dell’opera
(le ipotesi più accreditate indicano come autore Pietro Antonio Lorenzo).
L’unica cosa certa, invece, è che la posa del piccolo Mozart ricorda quella tipica di Napoleone—cosa che potrebbe indicare l’affiliazione del musicista
alla massoneria.

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