Nuova variante Covid a Napoli cosa sappiamo

Cosa sappiamo della nuova variante di Covid trovata anche a Napoli. Si chiama B.1.525, è una nuova variante del Sars-Cov-2.

variante Covid
variante di Covid

Anche se è stata scoperta nel Regno Unito, in realtà è più diffusa in Nigeria ed è stata individuata anche in Italia.
Fra le mutazioni la E484K, posseduta anche dalle varianti scoperte in Brasile e in Sudafrica.

Quali sono i rischi attuali?

Nel Regno Unito c’è una nuova variante del coronavirus Sars-Cov-2.
Ed è la seconda che desta attenzione nel paese, dopo la più nota che chiamiamo comunemente a livello mediatico variante inglese,
circolante anche in Italia e per alcuni aspetti preoccupante.

Su quella odierna appena identificata, in sigla B.1.525, abbiamo meno informazioni e non possiamo dire se sia maggiormente trasmissibile o dannosa per l’organismo.
Tuttavia sappiamo che contiene una mutazione di cui si è già parlato, E484K, comune anche alle varianti scoperte in Sudafrica e in Brasile.

Nel Regno Unito si parla di 33 casi (ma probabilmente sono di più) e c’è qualche paziente anche in altri paesi, incluso un caso in Italia, a Napoli,
di cui è appena arrivata notizia. Ecco perché è bene parlare di questa nuova variante e quali sono i rischi.

Nuova variante covid quando e dove è stata scoperta?

Si chiama in sigla B.1.525 ed è descritta sul portale globale che contiene i dati di tutte le varianti, pubblici e condivisibili, con date e geografia della
diffusione delle catene.
Il primo rilievo di questa variante risale a metà dicembre 2020 e riguarda 33 casi nel Regno Unito.
La catena è stata poi rintracciata in altri paesi, come Danimarca, Nigeria, Stati Uniti, Canada e Francia.
La lista completa include anche Ghana, Australia, Giordania, Singapore, Finlandia, Belgio e Spagna (in questi ultimi paesi per ora con pochissimi casi).

In Italia è appena stato certificato un caso dall’Istituto Pascale e dall’università Federico II di Napoli, in un paziente ritornato dall’Africa per ragioni di lavoro.

Nel momento in cui è stata scoperta nel Regno Unito, la variante è stata individuata poco dopo anche in Nigeria,
con una percentuale di casi apparentemente molto maggiore, tanto che la sua presenza in in Inghilterra è stata collegata con viaggi in questo paese africano.

In particolare, in Nigeria 12 su 51 campioni analizzati (circa il 24%) sono compatibili con la variante B.1.525 contro i 33 su 70mila inglesi (meno dello 0,4%).
I dati – soprattutto quelli nigeriani – sono però ancora non significativi statisticamente, e devono essere approfonditi.

I rischi

Attualmente gli esperti stanno studiando i rischi associati alla nuova variante, per capire se sia più contagiosa o eventualmente più pericolosa,
come potrebbe essere la precedente B.1.1.7, la cui circolazione in Italia, soprattutto a causa della maggiore trasmissibilità,
sta spingendo alcuni nostri scienziati a chiedere al governo un lockdown generalizzato.

Della nuova variante B.1.525 sappiamo che contiene la mutazione E484K, una mutazione da tenere sotto controllo dato che, stando ad alcune prove preliminari,
potrebbe fornire al virus una sorta di via di fuga al virus contro il riconoscimento del sistema immunitario.
Pertanto potrebbe aiutare il virus a diffondersi maggiormente o a evitare l’attacco del sistema immunitario,
rendendo eventualmente meno efficaci gli attuali vaccini (che potrebbero anche essere rapidamente aggiornati, se si mostrerà necessario).

Nuova variante e vaccini

Uno studio condotto dal Cambridge Institute of Therapeutic Immunology & Infectious Disease, dall’università di Cambridge e da vari altri istituti,
riporta che l’emergere della mutazione E484K rappresenta una minaccia per gli attuali vaccini.

Questo in generale è uno dei motivi per cui gli esperti richiamano l’attenzione sulla necessità di una campagna vaccinale quanto più rapida possibile,
per poter proteggere le persone prima che nuove catene sfuggenti possano insinuarsi in maniera importante,
nonché sull’attenzione ai comportamenti individuali e sull’eventuale opportunità di ulteriori restrizioni.

Covid: Napoli “non sappiamo se Osimhen aveva la variante”

Il Napoli non conferma né smentisce la notizia che sta circolando in città secondo cui Viktor Osimhen sarebbe il professionista sul cui tampone è stata trovata
la variante del covid19 scoperta ieri all’Istituto Pascale di Napoli.

Il club azzurro, afferma infatti che non è affatto consapevole degli approfondimenti di ricerca che vengono effettuati sui tampini dei
suoi tesserati:
il club si è occupato del caso del covid di Osimhen semplicemente sottoponendolo al tampone al suo rientro in Italia e mettendolo in isolamento a casa appena
scoperta la sua positività al virus, in linea con le normative previste.

Il Napoli ricorda che ha effettuato subito tamponi a tutta la squadra, ripetuti molte volte nei giorni seguenti, verificando che non ci fossero altri contagi,
e che inoltre il calciatore non aveva incontrato i compagni al ritorno in Italia prima di scoprire di essere positivo.

Il Napoli precisa che è in attesa di notizie ufficiali da fonti sanitarie sul fatto che Osimhen possa aver avuto la variante.
Intanto l’attaccante nigeriano sta ormai bene, è negativo da tempo ed è tranquillamente aggregato alla squadra con cui tra poco partirà per la Spagna
per l’andata di Europa League.

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