Giudice del caso Gregoretti viola le regole anti-Covid

Ristorante aperto solo per il giudice del caso Gregoretti nel processo Salvini: violate le regole anti-Covid imposte dalla zona arancione

Giudice del caso Gregoretti
Nunzio Sarpietro, 69 anni

Doveva essere aperto solo per asporto e consegne a domicilio, invece ha alzato la saracinesca e ha fatto entrare Nunzio Sarpietro, 69 anni,
il giudice dell’udienza preliminare che a Catania il 19 febbraio dovrà stabilire se mandare a processo il leader della Lega Matteo Salvini per l’inchiesta sulla nave militare Gregoretti.

Un servizio di Filippo Roma, inviato delle Iene, e Marco Occhipinti, che sarà trasmesso il 16 febbraio in prima serata su Italia1, dimostra che il giudice, il 28 gennaio, subito dopo aver sentito sulla vicenda Gregoretti l’allora premier Giuseppe Conte,
ha infranto le regole del lockdown per un pranzo con la figlia e l’aspirante genero.

Il 28 il giudice ha parlato a Palazzo Chigi con Giuseppe Conte ed ha improvvisato una conferenza
stampa ripresa da tutti i tg.

Poi attraversa il centro della Capitale ed entra nel ristorante Chinappi di via Valenziani, quartiere Pinciano,
fra via Veneto e Porta Pia, per un pranzo a base di pesce in uno dei ristoranti più rinomati di Roma.

Peccato che in base alle regole varate con dpcm Chinappi doveva essere chiuso al pubblico, a pranzo e a cena.
E aperto solo per asporto e consegne a domicilio.

Poco dopo nel locale piombano le telecamere delle Iene e a Filippo Roma il giudice spiega che si trova in quel ristorante a pranzo perché era l’unico modo
per passare del tempo in compagnia della figlia.

processo per il leader della Lega Matteo Salvini, inchiesta sulla nave militare Gregoretti

Filippo Roma chiede se è un buon motivo per violare un decreto in vigore, se è rispettoso nei confronti dei tanti cittadini che non possono
farlo e verso tutti gli esercizi che devono stare chiusi per osservare le regole.

Il giudice dichiara, in un primo momento, di non trovare il proprio un comportamento grave, poi quando la Iena lo incalza ammette la violazione,
«non di una legge, ma di un regolamento», ma sostiene non si tratti di nulla di drammatico, di tenere comunque un comportamento sicuro e si
dice disposto a pagare una sanzione.

Però, sottolineando la frugalità del suo pranzo, dichiara:
«Guardi c’è solo un goccino di vino e tre piatti freddi».

Le versioni del giudice e del ristoratore
Filippo Roma si chiede come mai uno dei ristoranti di pesce più rinomati della capitale apra e rischi una multa per tre antipasti di polpo e un bicchiere di vino?
Il ristoratore, racconta Filippo Roma, smentisce il giudice descrivendo il menù scelto dai tre commensali ben più ricco di quello dichiarato dal giudice:
antipasti di polpo, dei piatti di pesce crudo con gamberi, scampi e palamide, degli spaghetti alle telline, e una spigola al sale,
il tutto accompagnato da una bottiglia di pregiato champagne.
Si tratterebbe della promessa di matrimonio della figlia del giudice che siede al tavolo, accompagnata dal fidanzato..

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