TEST MACACHI CONSIGLIO STATO “Non ci sono alternative”

Test sui macachi l’ok del Consiglio Stato. ‘Non ci sono alternative a test su macachi’. Depositate le motivazioni sulla legittimità della sperimentazione

TEST MACACHI CONSIGLIO STATO
Progetto Lightup

Il Consiglio di Stato il 28 gennaio scorso ha ritenuto sussistente la “legittimità” della sperimentazione sui macachi prevista
dal progetto Lightup delle Università di Torino e di Parma, che ha l’obiettivo di ridare la vista a migliaia di persone che l’hanno persa, autorizzato dal ministero della Salute.

“Il progetto non potrebbe essere raggiunto con metodologie effettuate direttamente sull’uomo” e “non sussistono metodi alternativi o la possibilità di effettuare la sperimentazione su un numero inferiore di macachi”.

Dopo la sentenza che ha dato il via ai test dell’Università di Torino sui macachi, vari gruppi di animalisti hanno manifestato a Torino e Milano.
A Torino davanti a Palazzo Nuovo gli attivisti hanno manifestato in silenzio con candele e cartelli in cui ribadiscono il loro no alla sperimentazione sugli animali.

TEST MACACHI CONSIGLIO STATO
“Di tutti i crimini che l’uomo commette, la vivisezione è il più nero”

Un sit-in animalista contro la vivisezione è andato in scena in piazza Duomo, a Milano.
Gli attivisti si sono dati appuntamento in piazza Duomo con foto e cartelli contro l’utilizzo dei macachi nello stabulario dell’Università di Parma.

Le scritte su alcuni dei cartelli: “Di tutti i crimini che l’uomo commette, la vivisezione è il più nero” e “Gridiamo noi per chi non può nemmeno piangere”.
Mentre altri attaccavano l’utilizzo degli animali da parte dell’industria del farmaco.

La manifestazione ‘Lascia la luce accesa’ è stata organizzata dall’associazione Meta (Movimento etico tutela animali e ambiente) anche in altre città italiane.

Arriva la risposta degli universitari di Torino e Parma per difendere la sperimentazione scientifica sugli animali.

“Macachi, ecco perché diciamo sì ai test”
Ci sono oltre cento nomi tra i firmatari della lettera aperta scritta dagli studenti di Torino e Parma per
difendere le ragioni del progetto light up e, più in generale.

Gli autori della lettera aperta, frequentano i corsi di psicobiologia e
neuroscienze cognitive dell’università di Parma e di scienze del corpo e della mente dell’Università di Torino.

“Siamo alcuni studenti degli Atenei di Parma e Torino.
Le critiche mosse nei confronti di coloro che sono al centro della vicenda sono state esposte con termini eccessivamente aggressivi e,
spesso, sono anche sfociate in insulti e minacce rivolte ai ricercatori stessi e alle loro famiglie.
Esprimere le proprie opinioni, nel rispetto di quelle altrui, è un fondamento insindacabile della vita collettiva,
ma la divergenza di opinioni non può e non deve essere in nessun caso giustificazione di atti violenti, verbali e no.”

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