MARIO DRAGHI AL QUIRINALE

Mario Draghi al quirinale convocato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

MARIO DRAGHI AL QUIRINALE
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’ex presidente della Bce

Il Conte ter naufraga in mezzo a un mare di veti e il presidente della Repubblica convoca al Quirinale la principale riserva della Repubblica, Mario Draghi.

Mario Draghi ha accettato l’incarico da premier. All’ex numero uno della Bce sarà affidato il compito di dare vita a un nuovo esecutivo e di “alto profilo” che nella pienezza dei propri poteri possa combattere il virus, fronteggiare la crisi sociale e gestire gli oltre 200 miliardi di euro del Recovery plan.

L’alternativa sarebbero state le elezioni ma Mattarella dice ma il Paese non può’ permetterselo.
E lancia un appello alle forze politiche “perché conferiscano la fiducia ad un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica”.

E’ un lungo discorso quello che tiene il capo dello Stato per spiegare le ragioni della sua scelta.

DIMISSIONI PREMIER CONTE

La macchina deve poi girare a pieno regime una volta che i fondi dovranno essere spesi.
“Tempestività” è una delle parole chiave e usate più volte nel corso della dichiarazione dal Capo dello Stato.

Ed ora si guarda avanti.

Tra le prime reazioni quella di Matteo Salvini che in tweet non sembra accogliere a braccia aperte l’invito rivolto dal Colle.

Le parole di Fico“Allo stato attuale permangono distanze alla luce della quali non ho registrato unanime disponibilità per dare vita alla maggioranza”.

Scambio di accuse tra gli ex alleati con Iv che, di fatto, arriva allo strappo finale.
Scrive su Twitter il leader di Iv Matteo Renzi.

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Dopo aver litigato sulla revisione del reddito di cittadinanza e la richiesta di usare il Mes avanzata da Iv, l’ultimo scontro è sulla giustizia.

La richiesta del senatore di Rignano è di sostituire Alfonso Bonafede e Lucia Azzolina, entrambi 5s:
ma il Movimento è irremovibile, il responsabile della Giustizia e della Scuola non si toccano.

Nel mirino anche Arcuri e Parisi, e ad aumentare la tensione c’è il niet degli alleati a lasciare la guida del delicato dicastero del Lavoro a Teresa Bellanova.

E ancora prima si era registrato il no sempre 5S all’ingresso di Maria Elena Boschi al governo.
Sono diverse le geometrie che si tentano di costruire ma di veto in veto i vecchi alleati non trovano modo di disegnare il volto del Conte ter.

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